Lettori fissi

lunedì 9 luglio 2012

Il vento di domani




Il cuore diviso era attraversato da venti contrari, un turbine che dissipava ogni incertezza, soffiava via i dubbi, la sofferenza, le lacrime. Un vento impetuoso che aveva aperto le ali del cuore e portato via i nomi delle cose. Felice e smemorato, Nur-y-am rideva ormai di tutto, il viso rivolto al cielo, gli occhi che forse vedevano e forse no, verdi occhi da gatto che tutti ricordavamo neri. Ma da quando quel vento gli era soffiato dentro, lui non era stato più lo stesso. Viveva ormai attraverso la natura e lo sguardo fisso su qualcosa aldilà dell’oggi lo separava da tutti noi, macigni legati alla terra, che nessun vento riesce a smuovere. Tutti lo accudiamo, tutti ascoltiamo le sue parole, perché sappiamo che la Dea ha lasciato il segno su di lui: lo sguardo, attraversato perennemente dal vento, ce lo ha rivelato.

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